24 maggio 2017
Aggiornato 04:00
L’esperto risponde

Ayurveda, l’antica scienza che si prende cura di corpo e mente

La dottoressa Behnaz Saber a Diario Salute TV: «L’ayurveda non elimina solo il sintomo, ma cerca di curare l’origine della malattia attraverso vari rimedi completamente naturali»

È più di una medicina, è quasi filosofia e scienza di vita. L’ayurveda nasce migliaia di anni fa in India e si prefigge il mantenimento dello stato ottimale di salute dell’uomo, dai primi agli ultimi giorni di vita. È tutt’altro che una medicina primitiva, negli antichi testi si trova un sistema sanitario completo, alla pari di quello attuale – se non migliore. Come ai giorni nostri, anche l’antica ayurveda comprendeva diverse branche come la medicina interna (o Kayacikitsa), una vastissima chirurgia (o Shalyatantra), la pediatria (o Kaumara bhritya), ma anche la psicologia (o Bhutavidya), l’oftalmotorinolaringoiatria (o salakyatantra), la tossicologia (o agadatantra), e persino la scienza della longevità (Rasayana).

Un’antica medicina valida ancora ai giorni nostri
«L’ayurveda è un antico sapere indiano, letteralmente il termine ‘’ayurveda’’ significa la scienza, della conoscenza della vita – spiega la dottoressa Behnaz Saber, medico chirurgo specializzato in Ayurveda – Risale a migliaia di anni fa ma possiede dei principi che possono essere attuati anche ai giorni nostri. Si tratta, infatti, di principi che non sono soggetti a limiti spazio temporali», continua Saber.

Le limitazioni che ci sono nei paesi occidentali
«Purtroppo in Occidente l’ayurveda viene riconosciuta solo attraverso i trattamenti esterni come lo ShiroDhara. In realtà si tratta di una scienza molto complessa, di una medicina olistica che cerca di prendere in cura la totalità del paziente. Soprattutto, cerca di capire il motivo per cui insorge una malattia o un disagio».

  • Approfondimento: cos’è lo Shiro Dhara
    Lo Shiro (testa) Dhara (flusso di olio) fa parte dei trattamenti Snehana – che prevedono l’oleazione del corpo. In questo caso si utilizza un particolare contenitore chiamato «Dhara Patra» che fa colare dell’olio tiepido sulla fronte e sulla testa. Attraverso il flusso di olio si può stimolare un punto molto importante per la salute psicofica. Tale punto, viene chiamato popolarmente il terzo occhio. In realtà si tratta dell’Ajna Chakra. È particolarmente utile in caso di stress, ansia, disturbi del sistema nervoso eccetera.

Una medicina che cura l’origine della malattia
«L’ayurveda non cura solo il sintomo ma cerca di curare l’origine della malattia attraverso vari sistemi – i trattamenti esterni sono solo una parte di questi. Utilizza anche rimedi interni, il dialogo, la dieta e, soprattutto, cerca di curare attraverso la consapevolezza del paziente. È importante, infatti, che comprenda il motivo per cui è arrivato questo disagio. Si cerca, quindi, attraverso questo approccio medico di avvicinare il paziente il più possibile alle sue responsabilità e di conseguenza alla sua cura».

Non bisogna aspettare troppo per rivolgersi all’ayurveda
«Purtroppo spesso non si percepisce l’ayurveda come una vera e propria cura oppure ci si rivolge solo quando tutte le altre porte sono chiuse. Per esempio quando un paziente è all’ultimo stadio della malattia oncologica, si cerca per disperazione la medicina ayurvedica. Come tutte le medicine, però, anche l’ayurveda ha dei limiti, non è miracolosa, quindi quando non c’è più niente da fare anche la medicina ayurvedica spesso non ha nulla da proporre», conclude Saber.