28 maggio 2017
Aggiornato 20:30
Il pediatra risponde

Sesta malattia, sintomi e cure

Il dottor Luca Roasio a Diario Salute TV «Per comprendere se si tratta di sesta malattia, è fondamentale avere un’osservazione vigile per tre giorni»

La sesta malattia è una patologia esantematica che si manifesta in un determinato momento dell’età del bambino – spiega il dottor Luca Roasio, specializzato in pediatria. Si presenta, solitamente, dai sei mesi all’anno e mezzo.

I primi sintomi
«Il primo sintomo è la febbre piuttosto alta che supera i 39 gradi Centigradi. Si tratta, comunque, di una febbre che risponde alla somministrazione di un antipiretico e ciò viene considerato un segnale molto positivo. La febbre, infatti, che risponde a un febbrifugo è generalmente una febbre che non deve destare preoccupazioni. La febbre è solo una reazione del nostro corpo che risponde a qualche fattore esterno e non reca alcun danno al nostro corpo. Gli antipiretici hanno la sola funzione di dare un po’ di tregua al piccolo». 

Come capire se si tratta di sesta malattia
«Quando si sospetta la sesta malattia si può chiamare il pediatra e informarlo per avere una diagnosi accurata. Per comprendere se si tratta di sesta malattia è fondamentale, considerando che la febbre dura circa 72 ore, avere un’osservazione vigile per tre giorni. Al termine il bambino avrà un giorno senza febbre, dopo di che si manifesterà l’esantema che partirà dal viso e poi, a scendere, su tutto il resto del corpo. In questa fase si evidenziano dei piccoli puntini rosa a capocchia di spillo. L’esantema ha una durata di pochi giorni, al termine dei quali, il bambino tornerà alla sua vita normale».

Una malattia di semplice gestione
«Tutto questo viene gestito a domicilio e non c’è bisogno di fare alcun esame diagnostico. Ovviamente nei primi giorni di febbre bisogna imparare a essere abbastanza sereni. Tra le febbri che possono destare preoccupazioni, quella della sesta malattia non deve essere considerata un problema. Sicuramente se c’è febbre associata a brividi che non risponde in alcun modo al paracetamolo è una condizione che forse andrebbe approfondita prima di aspettare il termine dei tre giorni», conclude il dottor Roasio.