24 maggio 2017
Aggiornato 21:30
Il gastroenterologo risponde

Epatite B: gli esami del sangue e i nuovi metodi diagnostici non invasivi

Il dottor Floriano Rosina a Diario Salute TV: «Lo stadio della patologia adesso può essere valutato con metodiche non invasive come l’elastografia epatica»

Come nel caso dell’epatite C, anche in questo caso non esistono dei sintomi che orientino alla presenza di questo genere di epatite quando non sia ancora in fase avanzata – spiega il dottor Floriano Rosina, medico chirurgo specializzato in gastroenterologia a Torino. Il sospetto nasce dal risconto di enzimi epatici mossi. Ovvero degli esami del sangue del fegato alterati.

Identificare la causa
«Ovviamente quando ci troviamo di fronte a una situazione di questo tipo dobbiamo identificarne la causa. Ci sono due tipologie di metodi diagnostici che ci consentono di identificare la causa e, nella maggior parte dei casi, si tratta di esami del sangue. Ci sono poi anche esami che ci consentono di valutare qual è lo stadio di avanzamento della patologia», continua il dotto Rosina, direttore del Centro Medical Team.

Non in tutti si manifesta allo stesso modo
«Fare diagnosi di infezione da virus dell’epatite B non è difficile. È sufficiente testare quello che era il vecchio antigene Australia – l’antigene di superficie del virus dell’epatite B, quello che in acronimo è HBSAG. Questo ci dà l’idea della presenza del virus. Ovviamente, però, il virus si esprime con diverse caratteristiche: ci sono soggetti in cui il virus pur presente è tollerato (quelli che una volta venivano definiti portatori sani) e in cui non si trova nel sangue oppure si trova a livelli molto bassi delle particelle tendenzialmente infettive. Queste vengono trovate attraverso la determinazione precisa del genoma del virus B. Esso viene definito DNA del virus B»

Come riconoscere lo stadio della malattia
«Esistono altri soggetti in cui malattie e virus sono molto attivi dal punto di vista replicativo – in questo caso l’HBV DNA è elevato – e questi soggetti associano un certo grado di malattia. Grado di malattia che può essere valutato, un tempo attraverso la biopsia epatica – adesso con delle metodiche non invasive come l’elastografia epatica. Nelle forme più avanzate si può eseguire la valutazione morfologica del fegato utilizzando l’ecografia epatica», conclude il dottor Rosina.