28 maggio 2017
Aggiornato 20:00
Approfondimento: cosa sono i filler e quali scegliere

Filler: i consigli del medico per scegliere quello giusto

Il dottor Gianni Scarsella a Diario Salute TV: «I filler migliori sono quelli riassorbibili a base di acido ialuronico e idrossiapatite»

Il termine filler proviene dall’inglese ‘to fill’: riempire. Si tratta di sostanze che hanno il compito di riempire quelle zone cutanee carenti – spiega il dottor Gianni Scarsella, medico chirurgo specializzato in medicina estetica e anti-age. Fondamentalmente si distinguono in due grandi famiglie di filler: i riassorbibili e i non riassorbibili. I primi sono quelli a base di acido ialuronico e idrossiapatite di calcio. I non riassorbibili sono i vecchi siliconi e altre sostanze che oggi sono quasi cadute in disuso.

Quali filler scegliere
«Per quanto riguarda la scelta dei filler, noi già con questa suddivisione possiamo subito orientarci verso un tipo di filler che è quello riassorbibile, perché è quello che sicuramente ci dà meno problemi. Quello che dovesse non soddisfarci per qualche motivo, dopo un periodo di tempo e visto che si riassorbono, il problema si risolve da solo», continua il dottor Scarsella.

Gli effetti collaterali dei filler
«Naturalmente i filler possono dare effetti collaterali: possono essere edemi o delle ecchimosi. In alcuni casi anche noduli e ascessi. Vi sono poi delle situazioni che favoriscono la durata del prodotto, così come sostanze che ne antagonizzando la durata. Per esempio il fumo, i raggi ultravioletti e l’alcol ne riducono molto la durata. Al contrario, sostanze antiossidanti come il resveratrolo e l’acido alfa lipolico e le vitamine A ed E, tendono ad aumentare la durata di queste sostanze».

Le controindicazioni
«Vi sono controindicazioni assolute e relative come la gravidanza e l’allattamento. Ma anche le collagenopatie e le malattie autoimmunitarie».

Quale filler scegliere
«Abbiamo detto che è imperativo scegliere i riassorbibili, ma dobbiamo capire quali sono le caratteristiche ideali di un filler. Un filler, prima di tutto, deve essere non immunogeno – quindi non deve generare reazioni allergiche – e non cancerogeno. Deve avere una consistenza il più possibile simile al tessuto in cui va impiantato. Quindi, il filler che più si avvicina a queste caratteristiche è l’acido ialuronico. Anche perché c’è una sostanza, la ialuronidasi, che in caso di bisogno riduce i volumi generati da questo filler. In seconda istanza direi l’idrossiapatite di calcio che rispetto all’acido ialuronico ha anche un effetto biostimolante», conclude il dottor Scarsella.