28 maggio 2017
Aggiornato 20:00
L’oculista risponde

Come faccio a capire se mio figlio è daltonico? I sintomi e la diagnosi di daltonismo

Il dottor Luigi Fusi a Diario Salute TV: «È una malattia genetica, non provoca danni nella qualità della visione ma si assiste a una minor capacità di percezione dei colori»

Come si fa a capire se il proprio figlio è daltonico? Molte volte lo posso capire perché, essendo generalmente il daltonismo una patologia genetica e familiare, posso sapere se qualche antenato maschio non distingueva bene i colori, era anche lui daltonico – spiega il dottor Luigi Fusi medico chirurgo specializzato in oculistica. In realtà, però, le diverse forme di daltonismo possono non essere così chiare o così marcate.

Il problema non è solo il rosso o il blu
«Non bisogna pensare che chi è daltonico per forza non riconosca i colori fondamentali, ovvero il rosso, il verde e il blu in un modo assoluto. I problemi nascono molte volte a seconda del non riconoscimento di ciò che noi chiamiamo assi di saturazione. Ovvero le varie sfumature di colore. L’argomento è stato già molto studiato e dibattuto da molti anni», continua il dottor Fusi.

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    Il dottor Luigi Fusi a Diario Salute TV: «Bere acqua in abbondanza, integrare acidi grassi essenziali e utilizzare l’estratto di quercitina sono elementi fondamentali per mantenere l’equilibrio dell’occhio».

Le tavole di Ishihara
«Esistono molti strumenti per la diagnosi, in particolare delle tavole inventate e realizzate da un medico giapponese: Ishihara. Lui aveva creato delle tavole con dei colori complementari e con dei numeri giocando con dei pallini colorati. Chi aveva un certo tipo di problema identificava alcuni numeri in maniera errata. Per esempio un 6 lo vedeva come uno zero o un 9 non lo vedeva affatto. Quindi dalla lettura che veniva, così, presentato all’interessato il medico era in grado di capire qual era l’asse di alterazione del colore».

Le nuove tecnologie
«Le attività sono migliorate ulteriormente con degli schermi elettronici che ci permettono di capire molto più dettagliatamente se è offeso un asse colorato verso il rosso, verso il verde eccetera, nella vita quotidiana. Ma se mio figlio – ripeto, generalmente nel 90 e passa percento dei casi è maschio – confonde i colori magari il rosso con alcune tonalità di blu oppure fa degli accostamenti particolari si può cominciare ad avere qualche sospetto. Sono persone fantastiche nella vita di tutti i giorni possono anche fare attività artistica. Siamo ricchi di pittori che avevano il daltonismo e sono stati premiati da chi non è daltonico per la loro creatività o capacità di accostamento dei colori. Si conduce una vita assolutamente normale però c’è una deficienza di tipo di colore. È una malattia genetica, non provoca danni nella qualità della visione ma si tratta solo di una minor capacità di percezione di colori», conclude il dottor Fusi.