24 maggio 2017
Aggiornato 21:00
Svezzamento e autosvezzamento

Svezzamento: l’età migliore per farlo e il metodo più semplice e naturale

Il dottor Luca Roasio a Diario Salute TV «È importante lasciare al bambino la scelta del metodo e del momento. Lo svezzamento deve essere visto come un momento artistico, di gioco e affetto»

L’età migliore per lo svezzamento è difficile da determinare in un numero. Non esiste, infatti, un periodo ‘migliore’ per lo svezzamento: è necessario individualizzare il momento in base a quelli che sono i segnali che il nostro bambino ci invia – spiega il dottor Luca Roasio, medico pediatra a Torino.

Un momento importante
«Lo svezzamento è un momento molto importante perché avviene un vero e proprio distacco. In tale fase tutti noi genitori dobbiamo lascar fare ai nostri figli il loro percorso di crescita. Svezzamento significa scoprire e andare alla scoperta dei cibi e dei colori. Tutto ciò permette al bambino di utilizzare i sensi per riuscire a gustarsi gli alimenti nel miglior modo possibile», continua il dottor Roasio.

L’auto svezzamento
«Oggi, sempre più, si parla di auto-svezzamento: è il nostro piccolo (o la nostra piccola) che ci dice quando e come può essere svezzato. Lui si orienterà verso i cibi che amerà di più, ci farà capire quali saranno i suoi gusti. Quindi non è uno svezzamento che deve essere proposto in modo classico – io sono dell’avviso che bisogna fare uno svezzamento il più naturale possibile».

Niente papponi
«All’inizio dello svezzamento ci vogliono meno ‘papponi’ con dentro un po’ di tutto, ma più assaggi fatti con le mani, portati alla bocca dal bambino, realizzati con cibi che possono essere somministrati ai nostri bambini. È importante chiedere consiglio al proprio pediatra sulle modalità dello svezzamento e i cibi da somministrare».

Un momento artistico
«Lo svezzamento – continua Roasio – deve essere visto come un momento un po’ ‘artistico’, quindi pazienza se il cibo sporca o ci sporca, se il cibo si infila nel naso e nelle orecchie. È un momento di gioco e di affetto molto importante: se il bambino vive in questo modo lo svezzamento sarà un bambino che non avrà mai problemi di alimentazione. Non sarà uno di quelli che si farà pregare per mangiare».   

Eliminare l’ansia
«Noi genitori non dobbiamo avere l’ansia e un timing per dire ‘se non inizio adesso poi è finita… lo vizio’. Queste credenze sono completamente errate. Anzi, se un bambino ha ancora bisogno del seno, è importante aspettare. Alcuni studi suggeriscono di aspettare anche fino a otto mesi o un anno. In questo caso non succede niente e non si può andare in carenza nutrizionale. Sarà il bambino a richiederlo», conclude il dottor Roasio.