26 aprile 2017
Aggiornato 15:30
Calcola il tuo stress ossidativo

d-ROMs e Pat-test: misurano il tuo grado di stress ossidativo. Scopri se puoi farlo anche tu

La biologa Alessandra Nizzi spiega a Diario Salute TV in quali casi è possibile eseguire il test per verificare il livello di stress ossidativo

A chi sono rivolti il d-Rom e il Pat test? Entrambi possono essere utilizzati da un’ampia categoria di persone – spiega Alessandra Nizzi biologa a Torino. I test si eseguono su soggetti sani, in assenza di sintomi o fattori di rischio di stress ossidativo compresi gli atleti.

A scopo preventivo
«Verrebbe da chiedersi qual è lo scopo di effettuare un test che misura lo stress ossidativo in un campione di popolazione sana. Il motivo è quello di identificare e prevenire l’eventuale stress ossidativo e quindi le relative conseguenze che sono malattie di vario genere e l’invecchiamento precoce», continua Nizzi.

  • Guarda anche: Cos’è lo stress ossidativo?
    La biologa Alessandra Nizzi spiega a Diario Salute TV cos’è lo stress ossidativo e quali sono le varie implicazioni sulla salute umana.

Se si è esposti a fattori di rischio
«Il secondo gruppo di candidati sono soggetti sani, clinicamente asintomatici ma esposti a uno o più fattori di rischio. Per esempio le persone in sovrappeso, obese, forti bevitori, soggetti che fumano o che fanno poco esercizio fisico. Ma è anche utile per chi è esposto a radiazioni e inquinanti. In tal caso lo scopo di eseguire il test su questo gruppo di individui è quello di identificare e prevenire stress ossidativo e le sue temibili conseguenze».

In caso di malattie correlate allo stress ossidativo
«Il terzo gruppo di pazienti sono persone con malattie correlate allo stress ossidativo quali ictus, infarto, malattia di Alzheimer, di Parkinson, ipertensione eccetera. Lo scopo di eseguire il test su queste persone è quello di monitorare lo stress ossidativo e prevenire le sue conseguenze. Inoltre può servire per monitorare l’efficacia delle specifiche terapie nel corso di una malattia. In questo caso abbinabile con una terapia antiossidante».

Durante terapie farmacologiche
«L’ultimo gruppo di candidati sono soggetti che si sottopongono a trattamenti a rischio di generare stress ossidativo. Per esempio persone che si sottopongono a farmaco terapia di vario genere oppure a trapianti di organo, emodialisi eccetera. Lo scopo di effettuare il test a questo gruppo di pazienti è quello di identificare e monitorare l’efficacia di eventuali misure adottate per prevenire danni tissutali ossidativi», conclude Nizzi.