24 maggio 2017
Aggiornato 04:00
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Ecco come lo stress «uccide» il cuore giorno per giorno

Lo stress rende iperattive alcune zone cerebrali che inviano segnali di infiammazione all’apparato cardiovascolare, mettendo a serio rischio di infarto e ictus

Che lo stress faccia male alla salute è ormai un dato di fatto e una teoria ben radicata nella scienza. Ma quali siano i meccanismi che scatenano patologie o disturbi più o meni seri questo ancora non è stato compreso appieno. Ma oggi, alcuni scienziati statunitensi sembrano aver compreso il modo in cui lo stress può danneggiare il cuore giorno per giorno.

La causa risiede nel cervello
Benché a essere colpito sia il cuore, la vera causa risiede nel cervello – ed è quest’organo il motivo per cui si può avere un maggiore rischio di infarto e ictus. Gli scienziati del Massachusetts General Hospital di Boston e dell’Icahn School of Medicine (Mount Sinai) hanno dimostrato che un’area cerebrale è molto sensibile allo stress. Questa si chiama amigdala ed è considerata un centro della paura. Durante un periodo stressante diviene fortemente attivata, aumentando le difese immunitarie e innescando pericolosi processi infiammatori che si evidenziano a livello cardiovascolare.

Lo studio
Per arrivare a tali conclusioni sono stati arruolati 239 volontari a cui è stato esaminato il cervello con tecniche PET di imaging. A ognuno di loro è stato misurato il livello di stress. Quando quest’ultimo era decisamente elevato la loro amigdala mostrava iperattività. In condizioni di estrema attivazione dell’amigdala anche milza e midollo osseo erano super-attivi. Il risultato di tutto ciò è stata una produzione eccessiva di globuli bianchi e infiammazione a livello arterioso. Il rischio è quello di sviluppare placche aterosclerotiche con tutte le pericolose conseguenze del caso.

Più malattie cardiovascolari
Durante i 4 anni di studio, i ricercatori hanno potuto notare che i volontari sottoposti a stress avevano aumentato vistosamente il rischio di malattie cardiovascolari serie. Inoltre, i soggetti affetti da stress post-traumatico avevano anch’essi un’infiammazione dei vasi decisamente maggiore rispetto a chi era sottoposto solo a un piccolo periodo di stress. Il rischio di infarto e ictus andava di pari passo.

Cosa fare dunque?
Gli scienziati non hanno ancora trovato una soluzione. Va da sé che cercare di evitare le situazioni stressanti sarebbe l’ideale ma, nella maggior parte dei casi, è pressoché impossibile farlo. Quello che suggerisce la ricerca, quindi, è che lo stress possa essere trattato come tutti gli altri fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.