28 maggio 2017
Aggiornato 20:30
Disturbi & rimedi

Fibrillazione atriale cos’è, sintomi cause cure e farmaci

Il dottor Carlo Maggio spiega a Diario Salute TV cos’è la fibrillazione atriale, come riconoscerla e curarla

La fibrillazione atriale è una delle più comuni malattie del cuore e fa parte dei disturbi del ritmo cardiaco. È un’aritmia che generalmente non comporta problemi se non per l’aumentato rischio di ictus cerebrale – spiega il dottor Carlo Maggio, cardiologo a Torino. In alcuni soggetti di una certa età o che sono diabetici, il rischio di ictus cerebrale legato alla fibrillazione atriale è notevole e andrà preso in considerazione.

Cos’è la fibrillazione atriale?
«E’ un’aritmia del cuore caratterizzata da una totale irregolarità dei battiti cardiaci. Il ritmo sinusale è abbastanza regolare, ma quando insorge la fibrillazione gli atri si contraggono in maniera irregolare sfasando tutto il ritmo cardiaco», continua il dottor Maggio.

I sintomi della fibrillazione atriale
«La tachicardia può essere parossistica, ovvero può insorgere e scomparire da sola dopo poche ore, può essere preesistente e durare un certo periodo di tempo oppure comparire solo dopo la somministrazione di farmaci. Ma si può presentare in seguito a uno stimolo elettrico o essere addirittura permanente».

Fibrillazione atriale

Fibrillazione atriale (© Dean bertoncelj | Shutterstock)

Cosa si rischia con la fibrillazione atriale?
«Si convive con la fibrillazione atriale, si cerca di ridurre il ritmo del cuore con dei farmaci oppure si cerca di impedire che si formino degli emboli. Questo può accadere perché gli atri sono fermi e si possono formare dei coaguli che vanno verso il cervello con conseguente ictus cerebrale».

Le cause della fibrillazione atriale
«Tra le cause ci possono essere problemi di ipertensione, alterazioni tiroidee, scompenso cardiaco, problemi polmonari… ce ne sono davvero tante. A volte può insorgere su cuori senza altri problemi»

I farmaci per la fibrillazione atriale
«Se la fibrillazione insorge in un soggetto a rischio di ictus cerebrale l’aspirina potrebbe non essere sufficiente e si potrebbe dover ricorrere a degli anticoagulanti. Fino a qualche tempo fa avevamo a disposizione solo pochi tipi che agivano inibendo la vitamina K e quindi la sintesi di alcuni prodotti che servono per la coagulazione. Si parla del Coumadin o Warfarin. Fortunatamente abbiano nuovi farmaci perché il warfarin comporta il dover andare a fare prelievi periodici per andare a saggiarne l’attività e poi non si possono mangiare alcune verdure che andrebbero ad aumentare la vitamina K nel nostro organismo e annullare l’effetto di inibizione della vitamina K. Ora esistono degli inibitori diretti della coagulazione che hanno numerosi vantaggi. Ovviamente sarà il medico a decidere se e come trattare la fibrillazione atriale e quale tipo di farmaco adottare», conclude il dottor Carlo Maggio.