28 maggio 2017
Aggiornato 20:00
Fitness

Nuoto, palestra, kart e sacrificio estremo: ecco l’allenamento di un pilota di Formula 1

Per ottenere buoni risultati ci vogliono grandi sacrifici. Ecco da chi dovremmo prendere esempio quando prevale in noi la sindrome da pantofola d’oro

Se pensate che essere piloti di Formula 1 sia un gioco da ragazzi, vi sbagliate di grosso. Sfrecciare tra le piste con la Rossa di Maranello richiede un allenamento intenso e tanto sacrificio.

Sessioni di palestra sempre più dure
A quale uomo non piacerebbe essere come Carlos Sainz? Alto, bello, forte e dai muscoli scolpiti quasi fosse una statua di marmo. E quale donna non amerebbe stargli vicino? Ma per arrivare a tanto il 22enne, figlio dell’ex campione del mondo di Rally, ha dovuto sottoporsi a sessioni di palestra estremamente dure. «Invece dei soliti 50 minuti di crossfit, ora ne facciamo tra i 90 e i 120, la stessa durata di un Gran Premio. Così lavoro per periodi più lunghi a circa 180-190 battiti al minuto. In queste sessioni includo anche boxe e cardio», racconta Sainz.

Nuoto e Kart
Ma non è finita qui, perché Sainz fa anche un’ora di nuoto, concentrando tutti i suoi sforzi sullo sviluppo della massa muscolare di spalle e collo. «Ci lavoro in due modi, prima con i pesi in palestra e poi due o tre volte a settimana sul kart, con un casco speciale appesantito da 1,5 a 2 kg. In questo modo mi costringo a sopportare forze G laterali molto simili a quelle che devo affrontare su una monoposto di F1». Inoltre l’età sembra essere un’altra carta a suo vantaggio: «Credo che il massimo della forma fisica si raggiunga all'età di 21 o 22 anni». Può forse qualcuno di noi smentire che il pilota si trova al top della forma fisica?

E per chi non è pilota di Formula uno…
Forse noi non possiamo arrivare a tanto, ma è indubbio che se ci sottoponessimo anche solo a un quarto dei suoi allenamenti faremmo movimento a sufficienza per garantirci un buono stato di salute. Se pertanto siamo tra quelle persone che hanno vinto il premio pantofola d’oro, non ci resta altro da fare che prendere esempio da Sainz e, se possibile, anche un po’ della sua volontà.

Fonte: Diario Motori