24 aprile 2017
Aggiornato 22:30
Alimentazione

Omegatelle, la prima pasta italiana che riduce la glicemia e protegge il cuore

Lorenzo Bossina, ideatore di Omegatelle, spiega a Diario Salute come nasce una pasta che si prende cura della tua salute

Dal termine inglese HEMP, che significa canapa, è stato affiancato il nome pasta e da questa idea, nasce HEMPASTA – un brand che si vuole occupare di alimenti che comprendono la Canapa. La particolarità è che non viene utilizzata nella forma farinosa ma in quella originale: cioè nel seme.

Una pasta bilanciata adatta anche ai vegani
«Le omegatelle rappresentano il primo esempio di pasta funzionale, ovverosia di una pasta bilanciata con un rapporto corretto tra proteine, grassi e carboidrati. È una pasta che contiene tutto il bouquet di amminoacidi essenziali e non essenziali e con una proteina simile all’uovo – albuminosimile. Quindi è particolarmente adatta a chi segue una dieta vegana», spiega Lorenzo Bossina mastro pastaio e ideatore di Omegatelle.

Ricca di antiossidanti e acidi grassi essenziali
«Ha un rapporto bilanciato anche tra Omega-3 e Omega-6, in più è ricca di antiossidanti. In questo caso siamo anche riusciti a bloccare l’ossidazione degli omega-3 – che tutti sappiamo come irrancidiscono facilmente all’aria – utilizzando una triade di antiossidanti di cui abbiamo parlato nelle puntate precedenti: il tè verde Matcha, i polifenoli dell’olivo e l’estratto di semi d’uva».

E il gusto?
«La pasta è buona perché la Canapa nella sua forma originaria possiede un retrogusto di nocciola prima della tostatura e, affiancata al tè verde, posso dire che possiede un gusto particolarmente delicato. Spiegare un gusto a parole non è semplice, però sono contento perché i bambini la mangiano volentieri. E, generalmente, loro sono un test abbastanza sincero».

Ottima anche per i diabetici
«In più essendo una pasta così completa diciamo che è adatta a persone come atleti o sportivi ma anche diabetici. Soggetti che generalmente devono stare attenti a livelli insulinemici secondari all’assunzione dei carboidrati», conclude Bossina.